C’è ancora domani

di Dafne Carbini Diotallevi

L’attrice comica Paola Cortellesi si è cimentata in un film che al momento sta avendo un grandissimo successo, intitolato C’è ancora domani. Il film tratta due argomenti in sé pesanti, ovvero la violenza sulle donne e la violenza domestica. È ambientato a Roma nel dopoguerra, quando la città è divisa tra la povertà lasciata dalla Seconda Guerra mondiale e i benestanti. Sempre in questo periodo accade un evento che nella storia dell’Italia non era mai successo, ovvero che le donne potessero votare per la prima volta, attraverso un referendum che avviene nei giorni del 2 e 3 giugno 1946. 

Delia, la protagonista, è sposata con il violento Ivano ed è madre di tre figli, tra cui spicca la figura dell’adolescente Marcella, che disprezza la figura della madre per la passività con cui subisce gli abusi da parte del marito.
La giornata della nostra protagonista si divide tra le faccende domestiche e vari lavori, tra cui quello dell’infermiera. Trova sollievo nell’amicizia con Marisa, una donna spiritosa e ottimista, e in Nino, un meccanico con cui in passato ha avuto una relazione.

Un giorno Delia restituisce una foto di famiglia a William, un soldato afroamericano che si offre di aiutarla, dato che ha notato le violenze domestiche a cui è sottoposta quotidianamente. La donna riceve poi una lettera, senza inizialmente capire da chi proviene, ed è quindi tentata di buttarla; si scoprirà in seguito che si tratta della tessera elettorale.

Nel frattempo Marcella si fidanza con Giulio, il giovane rampollo di una famiglia benestante, proprietaria di un bar della zona. Dopo un pranzo con i consuoceri imbarazzante a causa del comportamento volgare di Ivano, dei figli e dello scorbutico Ottorino, padre di Ivano, Giulio fa la proposta di fidanzamento, e Marcella accetta all’istante. Tuttavia Delia, vedendo che la figlia viene minacciata dal fidanzato, capisce che la ragazza andrebbe così incontro a un matrimonio simile al suo, in cui verrebbe quotidianamente picchiata e umiliata. Con l’aiuto di William fa dunque esplodere il locale del futuro genero, cosicché Giulio e i suoi genitori sono costretti ad andarsene dalla città. 

Sembra che Delia sia decisa a scappare da Ivano, accettando l’invito di fuggire insieme a Nino, e a tal proposito lei ha preparato una camicia nuova, dei soldi e una borsa che ha nascosto per uscire di casa senza farsi vedere. Tuttavia, lo stesso giorno il suocero Ottorino muore improvvisamente, e la donna si trova impossibilitata a fuggire. Delia, il giorno dopo, lascia sul comodino della figlia dei soldi risparmiati per permetterle di studiare e si avvia per compiere finalmente ciò che aveva in programma: si reca alle urne per scegliere tra Monarchia e Repubblica ed eleggere l’Assemblea Costituente, la sua prima esperienza di voto, come per le altre donne d’Italia.

Avendo perduto per sbaglio in casa la tessera elettorale, rinvenuta prima da Ivano e poi da Marcella, la donna quindi si vede seguita da entrambi: Marcella le riconsegna in tempo il documento valido per esprimere il proprio voto. Quando poi vede che Ivano si dirige a passo spedito verso di lei, Delia pensa di scappare, ma si ferma e si gira a guardarlo, imitata dalle altre donne presenti, mettendo così in soggezione il marito, che se ne va all’istante capendo di non avere più diritti sulla moglie. 

Mi è piaciuto molto questo film, perché mi ha fatto riflettere parecchio su un aspetto importante, ovvero su come l’attrice, che ha anche diretto il film, tratta molto bene, ma soprattutto in maniera poco pesante, degli argomenti come la violenza sulle donne e quella domestica. Per esempio, quando Ivano inizia a picchiare spietatamente Delia perché la donna non aveva svolto bene una mansione domestica, l’attrice non ha voluto mostrare i lividi lasciati dagli schiaffi e grazie ad un effetto speciale i segni della violenza scompaiono all’istante; viene inoltre aggiunta come colonna sonora una musica allegra al suono della quale i personaggi si mettono a ballare. Io ho interpretato questa scelta come se l’attrice ci avesse voluto mostrare questa scena a metà, per farci capire cosa è successo ma non farci rattristare troppo.

Trovo queste tecniche interessanti, in quanto portano ad una riflessione sul tema trattato senza però cadere nello scontato. Consiglio questo film a tutti per far riflettere su temi, purtroppo, sempre attuali. 

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