Lasciate tempo al pomodoro!

di Matilde Vitali

Ultimamente noi studenti abbiamo sentito spesso parlare del metodo pomodoro, che consiste in una strategia per gestire il proprio tempo di studio nel modo migliore possibile, basandosi sulla teoria secondo cui si ottengono maggiori risultati concentrandosi senza interruzioni ad intervalli di circa 25 minuti seguiti da brevi pause di 5 minuti. 

La tecnica del pomodoro fu  ideata da Francesco Cirillo, sviluppatore di software,  a metà degli anni Ottanta. Francesco era un giovane studente universitario in cerca di un metodo di studio che potesse aiutarlo a migliorare la gestione del proprio tempo. Questa strategia prende il nome dai timer da cucina a forma di pomodoro, utilizzati per controllare i tempi di cottura. Cirillo pensò di utilizzare il timer per controllare i suoi tempi di concentrazione durante lo studio, e la cosa funzionò!

La tecnica richiede pochi passaggi per essere messa in atto: prima di tutto bisogna scegliere a quale attività dedicarsi, dopodiché va impostato un timer di 25 minuti o comunque a un intervallo di tempo più o meno breve; a questo punto è necessario lavorare senza distrazioni  fino a quando il timer non suona. Le pause generalmente durano 5 minuti, ma ogni quattro “pomodori”, ovvero archi di tempo di concentrazione, possono essere allungate a 15 o 30 minuti; al termine delle pause lunghe, si ricomincia daccapo.  

Il metodo pomodoro può essere utile anche per organizzare al meglio diversi aspetti della nostra vita come i lavori domestici, gli allenamenti in autonomia, ma sicuramente il campo in cui viene applicato con maggiore frequenza è proprio quello scolastico.

Viene però da chiedersi se questo metodo sia adatto a tutti.
Per una persona pratica e organizzata, seguire questa tecnica risulterà quasi naturale; il problema si pone se si è abbastanza disorganizzati e tendi a distrarti molto frequentemente, come la sottoscritta. In questo caso un consiglio utile potrebbe essere quello di eliminare completamente qualsiasi tipo di distrazione, in particolare il telefono, anche se capisco bene che la prospettiva di passare il pomeriggio su Netflix o Tik Tok è assai invitante.

Un’altra idea per aiutare la concentrazione è quella di pianificare nel dettaglio le cose da fare per ogni intervallo di tempo, in modo da essere spinti a seguire il proprio programma. Un suggerimento che mi sento di dare, per esperienza personale, è di rispettare le pause senza allungarle! So che è facile perdere la cognizione del tempo quando si va a dare fastidio al proprio fratello o si rincorre il gatto, ma è importante non sgarrare  troppo e riprendere in fretta la concentrazione.

Ovviamente non è facile e spesso si finisce per  arrendersi, come del resto ho fatto io molte volte. Se però anche impegnandovi non riuscite a stare sul pezzo, l’ultimo consiglio che posso darvi è quello di provare a studiare usando questo metodo con un amico o un compagno di classe: infatti insieme potete aiutarvi a concentrarvi di più e a rispettare i tempi. 

Quello del pomodoro è uno dei tanti metodi di studio, sta a voi capire qual è il più adatto a voi, e non mollate se le prime volte vi deconcentrate o non siete molto produttivi, perché una volta fatta l’abitudine potrete flexare a tutti di essere capaci di concentrarvi per un intero pomeriggio!

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