Autore: MINGOMagazine

  • Ora solare o ora legale tutto l’anno?

    Ora solare o ora legale tutto l’anno?

    di Arianna Enei

    Nel 1784 il grande inventore americano Benjamin Franklin condivise alcune riflessioni sul Journal de Paris per risparmiare sul costo delle candele. Egli propose modi stravaganti per far sì che le persone si svegliassero prima: tassazione delle persiane, divieto di circolazione notturna, razionamento delle candele, sveglia rumorosa all’alba, cannoni in ogni via per svegliare gli abitanti. Già alla fine del ’700 quindi qualcuno aveva pensato di sfruttare meglio le ore di luce durante il periodo estivo, come durante l’ora legale da marzo a giugno.

    Anni dopo, l’idea venne ripresa da William Willet in Britannia dove c’erano esigenze economiche provocate dalla prima guerra mondiale. Ecco che nel 1916, con il British Summer Time in vigore, durante l’estate le lancette si spostarono di un’ora in avanti. La Britannia fu imitata da molteplici paesi perché il risparmio energetico era una grande agevolazione in tempo di guerra. In Italia venne applicata per la prima volta l’ora legale il 30 aprile 1916.

    Tra il 1920 e il 1966 il cambio d’ora venne tolto e ripristinato diverse volte. Nel 1966 fu ufficialmente introdotta l’ora legale dall’ultimo weekend di marzo fino a ottobre per risparmiare energia e diminuire le emissioni di CO₂ nell’ambiente. Infatti, quando entra in vigore l’ora legale, abbiamo un’ora di luce in più al giorno disponibile e questo ci permette di risparmiare un’ora di energia elettrica, dal momento che non abbiamo bisogno di luci. Secondo i dati del Terna, la società italiana operatrice delle reti di trasmissione dell’energia elettrica, l’ora legale ha permesso di risparmiare circa 400 milioni di kWh di energia, quantità equivalente al consumo medio annuale di elettricità per circa 150mila famiglie. Ci sono stati dei benefici ambientali ed economici: 250mila tonnellate di CO₂ in meno in atmosfera e circa 66 milioni di euro risparmiati. Dunque ci sono stati dei vantaggi, ma non solo.

    Nel 2018 la Commissione Europea fece un sondaggio per capire se i cittadini europei volessero abolire il cambio d’ora o meno, a cui risposero 4,6 milioni di persone, uno dei numeri più alti mai ottenuti da una consultazione UE. 

    Il Parlamento Europeo aveva deciso di abolire il cambio d’ora dopo il 2021 ma l’arrivo del COVID 19 e lo scoppio della guerra in Ucraina hanno cambiato le priorità dei paesi europei, che hanno rimandato la questione.

    Le conseguenze del cambio d’ora sono numerose, a cominciare dalla variazione del ciclo circadiano, che causa picchi di incidenti il primo lunedì in cui vige l’ora legale e attacchi di cuore. Ciò accade perché si dorme peggio. Inoltre nei mesi in cui vige l’ora legale si registrano meno incidenti stradali poiché di sera c’è ancora luce e riusciamo a sfruttare meglio l’energia e le nostre ore di luce. Dunque, perché non tenere l’ora

    legale tutto l’anno?

    La questione è fortemente dibattuta e ha provocato una spaccatura: i paesi del sud Europa, come Italia e Spagna, sono a favore dell’abolizione dell’ora solare, al contrario dei paesi del nord Europa, in cui, essendo da marzo a ottobre le ore di luce più estese, un’ora in più non porta alcun beneficio.

    Attualmente, i paesi europei stanno esaminando questioni diverse. È però sicuro che bisogna trovare una soluzione che non sia tenere in vigore l’ora legale tutto l’anno, sia perché i paesi nordici si opporrebbero, sia perché in inverno avremmo un’ora di buio in più. 

    Un’ipotesi è quella di far diventare l’Italia UTC + 1.30. Per UTC si intende il fuso orario universale, che per l’Europa è +1 con l’ora solare, +2. con l’ora legale. Questo farebbe sì che il sole sorgesse alle 8:30 in inverno e tramontasse alle 20:45 in estate.

    Vale la pena di subire un po’ di jet lag per risparmiare energia, salvaguardare l’ambiente e sfruttare al meglio le ore di luce durante la nostra giornata?