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  • Psicologia inversa: l’auto-manipolazione invisibile

    Psicologia inversa: l’auto-manipolazione invisibile

    di Francesca Colino

    La psicologia inversa è una forma di manipolazione utilizzata per indurre qualcuno a fare qualcosa che in realtà non voleva fare.
    Questo strano comportamento si basa sulla teoria della reattanza, studiata dagli psicologi Pennebaker e Sanders nel 1976. La reattanza è la risposta emotiva del nostro cervello ad un’imposizione altrui. Quando ad un individuo viene imposto un divieto, questo si sente privato della sua libertà di scelta e di azione, il che lo porta a fare l’esatto opposto di ciò che viene ordinato, per riprenderne il controllo. Questo avviene perché molte libertà sono spesso date per scontate, perciò non appena vengono minacciate, le si valutano maggiormente e si fa di tutto per riaffermarle. Questa reazione meccanica può essere facilmente controllata: suggerendo qualcosa in modo negativo si induce la persona a fare esattamente ciò che si vuole. Questo è ciò che è chiamato psicologia inversa.


    Oltre alla reattanza, un altro fattore che rende questa manipolazione così efficace è che è molto difficile riconoscerla. La realizzazione del problema arriva solo quando le conseguenze iniziano ad avere gravi effetti negativi e anche dopo essersi resi conto del proprio errore, non è detto che la colpa venga attribuita alla psicologia inversa, quanto più ad una svista.


    Vi sono diversi modi per mettere in atto questa manipolazione e tutti vanno a minare la libertà o a mettere in dubbio le capacità di una persona. Un metodo prevede di suggerire l’azione opposta a quella desiderata, mentre l’altro prima di suggerire l’azione desiderata e poi supporre che l’altro non ne sia capace e scoraggiarlo fortemente dal compierla; la persona si sentirà in dovere di provare le proprie capacità e quindi molto più propensa a compiere l’azione che le era stata sconsigliata.


    La psicologia inversa può essere usata in molti campi per raggiungere scopi diversi: la si vede spesso nel marketing, ma anche sfruttata a scopo educativo o nelle relazioni sentimentali.
    Nel marketing è spesso utilizzata per convincere a comprare oggetti inutili, venduti a basso prezzo. Nelle relazioni è molto sconsigliata: basare un rapporto, che dovrebbe avere come fondamento fiducia e sincerità, sulla capacità dell’altro di cedere alla manipolazione, porta spesso a sviluppare tensione nel rapporto e ad una sfiducia reciproca. E’ invece più consigliata in ambito educativo su un bambino o ragazzo, per aiutarlo a fare le scelte migliori poiché usata da un adulto, più esperto. In questo ambito sembra essere molto funzionale, vista la tendenza della reattanza a manifestarsi più spesso nel periodo tra l’infanzia e l’adolescenza. Siccome i giovani tendono ad avere emozioni più forti bisogna utilizzarla con moderazione. La psicologia inversa è messa in atto in modi talmente controversi, come appunto svalutare le competenze altrui, che se un giovane vi è costantemente esposto è probabile che sviluppi una mancanza di autostima verso se stesso e di fiducia verso il manipolatore.