di Carlotta Bertinelli
Insatiable è una serie TV scorretta e provocatoria, che sdogana clichè attraverso una trama che è stata molto criticata dal pubblico. Patty Bladell, una ragazza bullizzata per il suo peso, dopo aver perso trenta chili decide di vendicarsi di tutte le persone che l’hanno resa così affamata per anni. Ma il buco che ha nello stomaco è incolmabile, e Patty si renderà presto conto che la vendetta non le basta più: è diventata insaziabile.
Insatiable è una serie TV statunitense uscita su Netflix il 10 agosto 2018. Diretta da Lauren Gussis, vede Debby Ryan nei panni di Patty Bladell, un’adolescente in sovrappeso che, dopo aver perso molti chili, cerca di colmare il proprio vuoto cibandosi di vendetta. Il politicamente scorretto che avvolge questa serie TV, porterà Netflix a cancellarla dalla piattaforma nel 2020, dopo solo due stagioni.
Patty è una ragazza di diciassette anni che viene bullizzata per il proprio aspetto e, trovando rifugio solo nel cibo, comincia lentamente a sviluppare il disturbo alimentare del binge eating, ovvero quello delle “abbuffate”. Durante una serata apparentemente normale, mentre mangia una barretta di cioccolato nel parcheggio di un supermercato, Patty viene insultata da un senzatetto, che la schernisce per il suo peso. Sentendosi attaccata, la ragazza tira un pugno all’uomo, che però si difende e la colpisce a sua volta, rompendole la mascella e condannandola a tre mesi di dieta liquida, attraverso la quale perderà trenta chili. E così tutto cambia. Patty viene convocata in tribunale e chiede aiuto a Bob Armstrong, ex coach nei concorsi di bellezza e avvocato caduto in disgrazia a causa di una falsa accusa di molestie sessuali. Dopo aver vinto la causa contro il senzatetto, Bob propone alla ragazza, diventata bellissima, di partecipare ai concorsi di bellezza, promettendole di renderla una vera reginetta.
Insatiable non è una serie per tutti: è pungente, cinica e scorretta e ha osato scherzare su elementi che esistono da sempre ma di cui si parla solo da qualche decennio. Non si tratta di un teen drama, che presenta un inizio turbolento e culmina poi in un lieto fine, ma piuttosto di una black comedy, spesso tendente al thriller. L’umorismo è quello del cartone animato Disincanto e la schiettezza è simile a quella della serie statunitense Shameless.
Insatiable sdogana infatti un messaggio che al giorno d’oggi sembra incomprensibile: il fatto che una persona sia vittima di una società tendenzialmente carnefice, non implica che questa non possa essere cattiva a sua volta. Patty non riesce ad inserirsi nel mondo neanche quando dimagrisce, perché il suo problema non è stato mai realmente l’aspetto esteriore, quanto piuttosto quello che nascondeva sotto i chili che ha perso: questo ci permette di classificarla come un vero e proprio “antieroe”. Il suo personaggio è egocentrico ed egoista, spesso oscuro e talvolta macabro, tanto da dare alla serie una piega horror negli episodi finali.
La serie mette in luce una verità tagliente, ovvero che il pretty privilege esiste solo in apparenza. Essere belli può spesso portare ad una situazione vantaggiosa, ma se si è marci dentro prima o poi bisognerà fare i conti con il mondo reale. Patty questo lo scoprirà molto presto.
La serie è stata ampiamente criticata per vari motivi molto diversi tra loro. Il pubblico non ha apprezzato la presenza dei numerosi cliché che caratterizzano la trama: una ragazza inizialmente emarginata per l’aspetto diventa improvvisamente bella e popolare, conquista il ragazzo che prima la ignorava e vince i concorsi di bellezza. Tuttavia, a mio parere, è necessario comprendere quando i cliché sono il prodotto di un copione banale o di una sceneggiatura geniale. In questo caso, Insatiable si pone nella seconda situazione: il cliché è fondamentale per mostrare lo scheletro su cui si basa una serie provocatoria che si nasconde dietro l’etichetta ”teen drama”, nonostante questa serie sia la cosa più lontana da una commedia adolescenziale. Il suo obiettivo sembra piuttosto quello di decostruire un cliché a cui siamo abituati. Patty affronterà ostacoli degni di un vero e proprio thriller, come omicidi, rapimenti e scene splatter, e lo farà attraverso una sceneggiatura “in rosa”, ottima per nascondere agli occhi meno attenti la vera natura della serie.
