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  • Jules and Jim

    Jules and Jim

    di Filippo Unguendoli

    Straordinaria e controversa, la pellicola del regista francese François Truffaut si allontana dal forzato incasellamento cinematografico e lo ricrea, presentando una trama e una schiera di personaggi fortemente insoliti e peculiari. La storia, tratta dal libro omonimo di Henri-Pierre Roché, è quella dell’amicizia tra Jules e Jim, ma in realtà l’elemento portante e la causa prima della continua e altalenante successione di eventi è la figura di Catherine.

    Questo è un personaggio talmente originale, libero e ribelle che anche ai giorni nostri si può considerare controverso: in una società maschilista e ancora enormemente retrograda nei confronti delle donne, lei decide infatti di scappare, sfuggire ai limiti e alle ingiustizie di quello che loro chiamano “amore” per reinventarne uno da zero, libero e puro, come dirà Jim nel monologo finale.

    La figura di Catherine è simbolo di un grande desiderio di rinnovamento, ed esprime la necessità di trovare e scoprire una vita diversa, che si allontani dalla soffocante rigidità e banalità di quella che noi chiamiamo normalità. E’ un messaggio fortissimo il suo, troppo forte, non adatto al suo tempo e non adatto alle persone che la circondano: mentre lei insegue una visionaria libertà gli altri cercano continuamente di riportarla nella sua prigione e anche chi le è più vicino, ovvero Jules and Jim, non riescono mai a capirla davvero.

    Jim è quello più classico tra i due, che rientra perfettamente nello standard dell’epoca, e quando si innamora di Catherine lo fa in modo semplice, sperando di vivere con lei una regolare storia d’amore, magari di sposarla. Quando questa si mostra per come è, lui non capisce, non riesce a starle dietro e pur sforzandosi di comprenderla più di chiunque altro, non è capace di accettare la sua natura.

    Jules, invece, non ha lo spirito forte e ostinato di Jim, e per amarla decide di donarsi totalmente a lei, agendo in maniera esattamente opposta all’amico: la segue sempre, ma non comprende nulla del suo agire. Anche questo, però, non porta a un lieto fine, in quanto il burrascoso animo di Catherine è troppo veloce e troppo complicato perché una persona normale le riesca a stare al passo. Jules viene distrutto dai continui cambiamenti che avvengono in Catherine e finisce per rassegnarsi a una vita di eterna infelicità. A Jim non andrà meglio, poichè dopo essersi opposto fermamente alla ragazza, viene ucciso proprio da questa, che si getterà da un ponte insieme a lui.

    Dal punto di vista stilistico la pellicola è molto accurata, non solo per la trasposizione della storia dalle pagine allo schermo ma anche per particolari scelte registiche che sottolineano il messaggio del racconto: quando la visione del mondo di Catherine è quella che domina, le scene sono ambientate in mezzo alla natura, in quanto ritorno allo stato naturale della vita, a un sentimento libero dai costrutti sociali; quando invece è la società che vince, la città, gli edifici moderni fungono da sfondo.