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  • Così fan tutte. Le metamorfosi d’Amore

    Così fan tutte. Le metamorfosi d’Amore

    di Mafalda Danieli

    Dal 22 novembre 2024 al 12 gennaio 2025 saranno esposte al Museo della figurina di Modena alcune tra le più recenti opere dell’artista Milo Manara, in occasione della mostra Così fan tutte. Le metamorfosi d’Amore.
    Milo Manara, che quest’anno compie ottant’anni, è uno dei fumettisti italiani più affermati a livello internazionale, celebre per il suo stile facilmente riconoscibile e i suoi corpi sinuosi e sensuali. Conosciuto principalmente per le sue opere erotiche, ha riscosso grande successo negli anni Settanta e Ottanta, ed è molto attivo ancora oggi.
    Sarebbe tuttavia riduttivo ricondurre il suo lavoro solo al fumetto: Manara è un artista a tutto tondo, e in quasi sessant’anni di carriera ha spaziato in moltissimi ambiti, riuscendo ad emergere in ognuno di essi e confermandosi tra gli artisti italiani più rinomati al mondo.
    La sua grande passione per il teatro l’ha portato nel corso della sua carriera a intraprendere numerose collaborazioni con alcuni dei teatri più importanti d’Italia, come la Scala di Milano o il San Carlo di Napoli. Nel 2019, realizza un portfolio di opere dedicate alla trilogia italiana di Mozart, composta dalle Nozze di Figaro, il Don Giovanni e Così fan tutte; proprio di quest’ultima opera, nel 2023 ha realizzato un allestimento per il Teatro dell’Opera di Modena.
    Affiancandosi al regista Stefano Vizioli, Manara si è occupato della scena e dei costumi, realizzando in particolare un grande boccascena con gli dei dell’Olimpo e le ninfe di Diana, scenografie mobili con scene di satiri e ninfe, e un magnifico sipario raffigurante episodi tratti dalle Metamorfosi di Ovidio.
    Perché dunque inserire scene dell’ Olimpo, divinità greche ed episodi delle Metamorfosi in una commedia del 1700?
    Il legame tra la commedia settecentesca e il pantheon greco è in realtà molto più concreto di quanto si possa pensare: al pari dei personaggi del Così fan tutte, che si travestono e raggirano le proprie amate per metterle alla prova, così anche gli dei, e in particolare Giove, assumono molteplici forme nel rapportarsi ai mortali, e sono sempre pronti a trarli in inganno per soddisfare i propri desideri. Questo rimando alla mitologia greca è suggerito per l’intera durata della commedia dalle scenografie e dall’imponente boccascena, che intrecciano un continuo dialogo con le azioni che si svolgono sul palco, riflettendo in alto ciò che succede in basso e donando profondità e atmosfera

    inedite alla rappresentazione. L’impostazione della scenografia è molto tradizionale, e potrebbe risultare pesante o antica in una messa in scena odierna: tuttavia, lo stile allegro e acceso delle illustrazioni di Manara dona nuova luce alle scene, e le immerge in una dimensione magica e senza tempo.
    La mostra riunisce circa venti disegni, tra progetti e bozzetti per scene, costumi e decorazioni del sipario. I fogli permettono di seguire la progettazione di Manara, e di apprezzare le differenze con le opere effettivamente realizzate: un video infatti presenta ampi spezzoni della messa in scena dell’opera al teatro Pergolesi di Jesi (22 Ottobre 2023).
    Tra le opere più notevoli, spiccano senz’altro gli studi per i costumi, nei quali l’artista mostra fantasia e una grande capacità di interpretare il testo settecentesco. Anche gli studi per il boccascena (tra i quali uno poi scartato), dal tratto delicato, esibiscono la capacità di comprendere le esigenze teatrali. Un’intera, grande vetrina era dedicata a sette episodi dalle Metamorfosi, destinati alla decorazione del sipario. In essi, si riconoscono forse gli aspetti più tipici dello stile Manara: il segno pulito, le atmosfere pervase di un erotismo talora solo accennato, altre volte quasi esplicito (un pudico cartello all’entrata avvertiva gli spettatori più sensibili alla nudità, per quanto artistica).