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    Recensione de Il Codice da Vinci

    di Carlotta Bertinelli

    Il Codice da Vinci è un romanzo thriller scritto dall’autore Dan Brown nel 2003, di cui sono state vendute più di 80 milioni di copie. Si tratta di un racconto in cui leggende, intrighi e misteri si intrecciano per creare uno sfondo perfetto per una trama accattivante ed enigmatica, in cui la veridicità della Chiesa e di tutto ciò che questa professa da secoli viene messa in discussione.

    Brown è riuscito a creare un’opera che suscita nel lettore una peccaminosa tentazione verso il dubbio, in cui importanti verità taciute nel tempo vengono rispolverate dai due protagonisti. Il Santo Graal è davvero la coppa con cui Cristo ha celebrato l’Ultima Cena? Leonardo era solo un artista? Il Priorato di Sion è davvero esistito?

    Le avventure di Robert Langdon e Sophie Neveu conducono il lettore in un complesso labirinto di informazioni e teorie, che da subito hanno innescato nel pubblico un grande scalpore. Molte ricostruzioni, storiche ed artistiche, sono state discusse dagli studiosi, che ne hanno confermato l’inesattezza. Effettivamente, alcune affermazioni che trattano dei Vangeli Apocrifi, del consiglio di Nicea e dei cavalieri Templari, non sono esattamente corrette, o meglio, presentano alcune ricostruzioni piuttosto artificiose, non del tutto coerenti con le vicende realmente accadute.

    Nonostante ciò, ritengo sia importante ricordare che si tratta di un romanzo, tra l’altro  ben scritto, che presenta una trama contorta ma che non lascia nulla al caso. Vi sono di sicuro alcuni particolari inesatti, ma è comunque degna di lode la volontà di documentarsi da parte dell’autore, che nelle prime pagine del romanzo ha inserito premesse e ringraziamenti rivolti a chi ha deciso di aiutarlo. 

    Il Codice da Vinci è un libro avvincente, e piuttosto scorrevole, che presenta un ritmo incalzante. Le storie che si intrecciano sono molte, ma finiscono nel convergere tutte in un unico grande finale, a mio parere inaspettato. 
    Non è altrettanto apprezzabile il film basato sull’omonimo romanzo. Diretto da Ron Howard e pubblicato nel 2006, vede Tom Hanks nei panni di Robert e Audrey Tautou in quelli di Sophie, attori ottimi che recitano in un film pessimo. Il lungometraggio è stato trattato velocemente e con superficialità: varie storie, e addirittura, varie scene sono state tagliate, o sostituite con soluzioni sbrigative e meno avvincenti. 

    Se nel libro i personaggi presentano una personalità dinamica e talvolta impulsiva, nel film sembrano essere spaesati, smarriti in una meccanica caccia al tesoro e guidati dal solo  filo conduttore di una storia letta male. 

    Il Codice da Vinci è un libro che consiglio a chi è appassionato di misteri e complotti, a chi piacciono gli intrighi e gli enigmi.
    E’ necessario tenere a mente che si tratta di un romanzo, e non di un saggio storico: come detto precedentemente, alcune informazioni sono incomplete, decontestualizzate, e talvolta errate. Tuttavia ho trovato questa lettura piacevole e scorrevole, grazie alla struttura della narrazione, ai colpi di scena e ai personaggi, equilibrati e ben caratterizzati.